Contenuti per adulti
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Albero di sabbia, insieme dei ricordi
Su una spiaggia candida, neve sui bordi
Solitudine e dolore vanno di pari passo
Cattedrale come albero, che cresci sia in alto che in basso
Plasma interiore, sangue bollente
Ghiaccia in un secondo e scioglie sempre
Tu che sgorghi da quest'albero
Che hai preso fuoco mille volte
Hai accolto e lasciato a un passeggero passero
E resistito contro un mondo senza fare a botte
Tu, resilienza della natura
Sei l'anima: equilibrio tra il tutto e il vuoto, che non ha cura
bimbo che piange in un campo minato da fuochi d'artificio, di paura
Rivela a tutti la tua struttura
Dentro vita, fuori corazza scura
Dentro c'è lui, Nessuno
E ti parla, falso spleen, si sente nettuno:
"Sto morendo
Progressivamente, linearmente, dicrescendo
Schianto su un muro a ripetizione
Nella mia testa risuona questo concerto a percussione
Immobile, viaggio, cerco orizzonti
Quanti ne ho visti, quanti ne ho pianti, quanti ne ho creati di mondi?
Quanti ne ho visti finire
Con la sorpresa di una freccia che passa tra mille ricurve spire
Non serve vincere in un mondo di sconfitti
Sarebbe un'ago in mezzo a tante spade di cui siamo trafitti
Siamo a galla in un fiume in piena
Troppo occupati per piangere
Troppo occupati per perdere
Troppo occupati per soffrire
Scrivo, mi schifo, ripeto
Scalcio, colpisco, picchio il mio ego
Le mie lacrime non sono nelle pozzanghere
Si estinguono in un cuscino che rischia di implodere e non si può espandere
Scavo, schivo, ripeto
Spietata la parte positiva
Che si diverte a guardare il baratto col diavolo di quella cattiva
Scambi non voluti, costretti e necessari
Hanno scambiato ossidiana e diamanti, con i pesi dei salari
Quanta merce, quanto oro, quanti schiavi
È questo a cui tu aspiravi?
Scriviti senza parole
Raccontati in un verso
Come un padre senza prole
Che deve vivere tutto adesso
È in questo gioco che ti sei disperso?
Giochi a nascondino con i sentimenti
Li nascondi e non li vuoi trovare, ma le li prendi te ne penti
Questa poesia non cambierà niente
Le mie parole sono fiamme spente
Le mie rime sono una speranza che non si accende
Quando finisce questa messa di bestemmie?
Dio che tra amore e pace si diverte nelle sue vendemmie...
Anche se bevessi un veleno capace di cancellare tutto
Ad alimentarmi sarebbe sempre lui: motore pieno di perdite, rotto e brutto
Non voglio scrivere, le parole corrono da sole
Scappa da un mondo in cui sta per esplodere il sole
Sbiadito quell'inchiostro rimane il solenne rumore del silenzio
Radiazione profonda, che scandisce ogni attimo eterno"
Lo hai sentito, ora non torni
Quell aborto chimico nel passare dei giorni
Decadimento personale, nichilista, nucleare
È questo che porta via il vento quando non ti vuoi ascoltare